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La nuova frontiera dell'insegnamento

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Pubblicato da in Arti marziali · 19 Settembre 2019
Tags: #insegnamento#nuovafrontiera#karate#bullismo#sogni
LA NUOVA FRONTIERA DELL’INSEGNAMENTO!
 
Coordinazione, propriocettività, equilibrio, acrobazie ecc. Tutti elementi che vengono insegnati ai bambini che iniziano la pratica del karate, introducendoli a comportamenti inneggiando al gioco facendo passare in secondo ordine il vero motivo del perché vengono a fare karate.
 
Tale approccio, mi sa tanto di non possedere i principi dell’insegnamento della tecnica di base se non attraverso forme ludiche di gioco, trincerandosi sul fatto che tale approccio renderà più accessibile l’inserimento della tecnica di base al momento opportuno.
 
Questo comportamento, secondo me, è un imbroglio nei confronti dei bambini (che perdono la fiducia negli adulti) che si aspettano di fare una qualche forma di arte marziale, in tal caso karate, ma si ritrovano, loro malgrado, a fare una attività ludico motoria e di gioco, che nulla a che a vedere quanto da loro fantasticato nell’essersi inscritti a un corso di karate.
 
Senza nemmeno rendercene conto creiamo dei scompensi nel loro comportamento futuro e rendendo la loro permanenza in palestra sempre meno attraente, ma fronteggiandola con incitamenti a partecipare a competizioni che si susseguono nella speranza di continuare a renderlo partecipe e motivato a continuare.
 
Molto spesso tale comportamento nel rimanere, a mali in cuore, è per far contenti i genitori che li costringono ad andarci. Certo una volta arrivati è risucchiati dal contesto rimangono e molto spesso si divertono, perché n fondo il gioco è parte di loro, ma il gioco soffoca quella che era la loro vera aspirazione. Praticare una disciplina che gli servisse per sapersi difendere da atti di bullismo, ho semplicemente da una fantasia di bambino per rendersi invincibile al cospetto degli amichetti.
 
E noi che facciamo? Mandiamo in frantumi questo loro sogno inculcandogli il nostro, la nostra aspirazione di grandi copritori di talenti dello sport di combattimenti, che ci gratifica agli occhi degli altri, perché in fin dei conti dobbiamo riempire un vuoto che ci portiamo dentro e le pacche sulle spalle, i bravo, i complimenti, riempiono la nostra passione esteriore, svuotando quella interiori dei bambini che si sono affidati a noi e che li dovevano rendere invincibili.



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