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		<title><![CDATA[Blog]]></title>
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		<description><![CDATA[karate, difesa personale, bunkai kata, applicazone dei kata, difesa piramidale]]></description>
		<language>IT</language>
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			<title><![CDATA[IL KATA ALLENA LA MENTE MA ANCHE IL CORPO]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Almeno nel karate si parla tanto e spesso dei kata. Kata si, kata no. Servono, non servono.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Personalmente, in questo lungo e faticoso percorso ho constatato che, almeno per me, nello shotokan la pratica dei kata, per le sue posizioni e per il suo vigore, è uno degli stili più faticosi. Pur quando essi siano brevi, l’intensità che si richiede per una corretta esecuzione è molto alta.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Una delle cose che negli ultimi periodi ho avuto modo di esplorare è la capacità di mettere in correlazione la mente con il corpo. Questo può avvenire quando si è consolidato lo schema mentale e corporeo del kata. Quindi non si è più concentrati sullo schema, avendo superato tale stadio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">In molte discipline sportive (vedi anche il karate sportivo, nel combattimento) la gestualità è ridotta all’osso e di conseguenza anche l’attività mnemonica. Cosa che nel karate “tradizionale”, proprio perché si studiano e si allenano molti kata, la gestualità corporea e mentale è messa a dura prova.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><img class="image-0" src="http://www.uisport2000.it/images/simbolo.jpg"  width="31" height="31" /> Come il principio dello yang e dello yin, lo scambio di attività tra la mente è il corpo è continuo. Creando di fatto una circolarità tra il duro e il morbido, tra contrazione e decontrazione. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Se si riflette attentamente, lo studio con le sue materie, iniziando dalle scuole primarie, è solo l’attività cerebrale che è attiva, mentre il corpo resta fermo. Quindi lo studio e l’allena-mente dei kata in tutte le fasce di età aiuta quel processo di rigenerazione fisica che mentale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Credo che il continuo allenamento dei kata faciliti l’apprendimento in ambito scolastico e rafforza la prestazione della mente anche in ambito lavorativo, dove si richiede capacità elaborative.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">In questo continuo scambio, avvengono ulteriori processi di adattamento corporei quali: postura, coordinazione, respirazione, forza, rapidità, riflessi, comprensione delle tecniche e sopra tutto la scoperta di sé stessi e dei propri limiti.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1">Infatti, come diceva il Maestro Gichin Funakoshi, il karate non si pratica solo nel dojo (palestra) ma, in agni ambito della propria vita sociale e che i kata vanno allenati tutti i giorni, affinché questo continuo scambio tra la mente e il corpo non vada sciamando per poi essere perduto.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 12:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sostanziale differenza tra sport da combattimento e difesa personale da strada contro "atti abituali di violenza fisica"]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ecco quali fondamentali differenze scaturiscono da questi due punti di vista. <br> In primo luogo, il risultato delle competizioni sportive in generale è determinato, indipendentemente dallo svolgimento della gara, dalla differenza del totale dei punti tra i contendenti o tra le squadre, come nel caso del calcio, del tennis, della pallacanestro ecc. <br> A prescindere dal contenuto della gara, che il risultato sia a favore di uno o di un altro &lt;&lt; il vincitore è quello che ha totalizzato più punti, anche se si tratta di un solo punto in più alla fine della gara&gt;&gt;. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ciò significa che segnando o mettendo a segno nuovi punti è possibile recuperare lo svantaggio accumulato durante la partita/gara. Inoltre, tale scontro/incontro è svolto all’interno di regole ben precise, con persone terze che ne controllano e, spesso gestiscono lo scontro, questo in tutte le discipline da combattimento anche a contatto pieno, in quanto ci si allena e ci si confronta con l’accettazione dell’altro in uno scontro alla pari. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">In alcuni sport a contatto pieno è proibito toccarsi al viso con le mani e non sono ammesse attacchi alle parti basse e alle articolazioni, anche nella MMA. A ben vedere tali discipline sono per lo più praticate da persone che allenano il loro corpo con un ben preciso scopo che è non solo quello di dare colpi con la massima potenza, ma anche riceverli badando ben poco alla vera parata, cosa che non è alla portata di chi si dedica ad una vita tranquilla, ma che non si sente sicuro e vorrebbe avere a sua disposizione strumenti validi per potersi saper difendere da una qualche situazione imprevista che si abbatte sul quotidiano, e senza sotto porsi ad allenamenti di tipo spartano. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">A questa regola fa eccezione il karate sportivo che della regola del controllo ne ha fatto un proprio principio universale per il rispetto della persona. Per quanto lodevole, tale principio, resta il fatto che rendere il gesto tecnico in attacco un riflesso condizionale nel ritiro del arto prima che tocchi il bersaglio lo rende di fatto poco credibile sul mercato delle discipline da combattimento, non fa eccezione alla regola il karate così detto tradizionale, che se pur nella sua tradizione filosofica del scontro resta comunque chiuso all’interno dell’accettazione delle regole e dell’altro, con un’aggravante, che il così detto colpo unico che dovrebbe essere risolutore del incontro è quasi sempre nella mente del arbitro che di fatto gestisce il combattimento interrompendolo a suo insindacabile giudizio ritendo valida o meno una tecnica di karate.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">A fronte di ciò la difesa personale intesa quale protezione della persona, che può essere se stessa e/o quella di persone a noi care, prevede un approccio tecnico didattico completamente diverso. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">Tenendo ben presente che tale approccio non prevede regole e molto spesso non c’è l’accettazione del altro in quanto l’attacco/minaccia arriva imprevisto, non ci sono arbitri, si possono usare tutte le tecniche, si possono colpire le zone basse e le articolazione e gli occhi fanno parte del bersaglio. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">La minaccia può essere di tipo allarma bianca o da fuoco e arriva di sorpresa. Il terreno dello scontro non avviene all’interno di un palazzetto e sopra un quadrato ben illuminato, non si ha l’abbigliamento adatto per uno scontro, se si viene feriti non c’è l’interruzione dello scontro né un medico pronto ad intervenire, molto spesso si è per strada, in qualche luogo affollato, si può essere minacciati e/o aggrediti da una o da più persone. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">Tutto questo, e altro rende l’allenamento e la gestione dello stress, con annessa scarica di adrenalina compl</span><span class="ff2">etamente diversa.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Oct 2019 10:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Anti bullismo bambini]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Ho voluto provare, dopo diversi tentativi, se era possibile tenere impegnati una decina di bambini di età 5/7 anni su tecniche di karate per ben 45 minuti e senza alcun noia. Dimenticando persino di chiedermi il solito breack per andare a bere. Vi chiederete come è stato possibile fare questo. Semplice, applicando alcuni principi che il karate mette a disposizione e che in genere non usiamo o non ci sono stati trasmessi. Usando solo age uke e gedan barai. Fatemi sapere nei commenti se quello che ho usato sia possibile e se interessa.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 06:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rendere visibile l'invisibile]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il kata è la garanzia della preservazione integrale di perfezione della forma, come insieme di tecniche finalizzate al combattimento contro uno o più avversari. Esteriormente, il kata è costituito da un insieme di tecniche che all’apparenza sembrano una coreografia e nulla più, anche se i maestri hanno sempre cercato di perfezionarli, facendovi confluire il risultato dell’esperienza di esperti della scuola, per mantenere il messaggio originale. Nel karate tali movimenti sono codificati, in modo da rappresentare un combattimento vero e proprio che bisognerebbe visualizzare, <b><u>RENDENDO VISIBILE L’INVISIBILE!</u></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 ff1">Il kata è un rituale (come il rito del tè, l’arte di disporre i fiori ecc) e come tutte le forme rituali, deriva dalla parola sanscrita “riti”, che significa “andare verso” o “scorrere verso la fonte”. Ciò dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il kata è il mezzo capace di portarci verso la fonte originaria, se ben eseguito nella sua forma e ritmo (che hanno la stessa cadenza), nella concentrazione e nella precisione, e si è in grado di portare alla luce quello che il kata nasconde (Okuden) al suo interno, <b><u>RENDENDO VISIBILE L’INVISIBILE!</u></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 10:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La nuova frontiera dell'insegnamento]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">LA NUOVA FRONTIERA DELL’INSEGNAMENTO!</span></b></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Coordinazione, propriocettività, equilibrio, acrobazie ecc. Tutti elementi che vengono insegnati ai bambini che iniziano la pratica del karate, introducendoli a comportamenti inneggiando al gioco facendo passare in secondo ordine il vero motivo del perché vengono a fare karate.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Tale approccio, mi sa tanto di non possedere i principi dell’insegnamento della tecnica di base se non attraverso forme ludiche di gioco, trincerandosi sul fatto che tale approccio renderà più accessibile l’inserimento della tecnica di base al momento opportuno.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Questo comportamento, secondo me, è un imbroglio nei confronti dei bambini (che perdono la fiducia negli adulti) che si aspettano di fare una qualche forma di arte marziale, in tal caso karate, ma si ritrovano, loro malgrado, a fare una attività ludico motoria e di gioco, che nulla a che a vedere quanto da loro fantasticato nell’essersi inscritti a un corso di karate.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Senza nemmeno rendercene conto creiamo dei scompensi nel loro comportamento futuro e rendendo la loro permanenza in palestra sempre meno attraente, ma fronteggiandola con incitamenti a partecipare a competizioni che si susseguono nella speranza di continuare a renderlo partecipe e motivato a continuare.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Molto spesso tale comportamento nel rimanere, a mali in cuore, è per far contenti i genitori che li costringono ad andarci. Certo una volta arrivati è risucchiati dal contesto rimangono e molto spesso si divertono, perché n fondo il gioco è parte di loro, ma il gioco soffoca quella che era la loro vera aspirazione. Praticare una disciplina che gli servisse per sapersi difendere da atti di bullismo, ho semplicemente da una fantasia di bambino per rendersi invincibile al cospetto degli amichetti.</span></div><span class="fs11lh1-5 ff1"> &nbsp;</span><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E noi che facciamo? Mandiamo in frantumi questo loro sogno inculcandogli il nostro, la nostra aspirazione di grandi copritori di talenti dello sport di combattimenti, che ci gratifica agli occhi degli altri, perché in fin dei conti dobbiamo riempire un vuoto che ci portiamo dentro e le pacche sulle spalle, i bravo, i complimenti, riempiono la nostra passione esteriore, svuotando quella interiori dei bambini che si sono affidati a noi e che li dovevano rendere invincibili.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 21:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'autostima]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div>L’AUTOSTIMA</div>

<div>La cosa che teniamo a dire sempre ai vostri figli/e è perché
fanno karate. Questo per fargli scoprire le motivazioni interne ad una scelta
consapevole e per fare le cose con le giuste motivazioni.</div>

<div>In tutti gli ambiti della propria vita, in special modo
nello studio, devono avere consapevolezza di quello che fanno e perché lo
fanno. Esempio: perché studi la matematica, la geografia, ti alzi al mattino,
mangi. Questo pone le basi per un atteggiamento attento e presente sulle cose,
che a nostro avviso, migliora notevolmente la loro prestazione in tutti campi e
affronteranno le cose con maggior responsabilità.</div>

<div>Affinché questo funzioni, bisogna che capiscano bene quali
sono le motivazioni di tale scelte, se esterna o interna. In genere quelle
esterne sono motivazioni che alla lunga non danno gli effetti sperati, perché
poggiano su spinte che provengono dai genitori, l’essere gratificato dagli
amici, sentirsi dire bravo ecc. Quelle interne sono scelte proprie per una
sfida con se stessi, nel sentirsi gratificato per gli obbiettivi raggiunti che
rafforzano il carattere e accresce la propria autostima.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 21:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perche karate?]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Perché è un mondo talmente vasto e incredibile non facile da spiegare, e i suoi notevoli e duraturi benefici sono alla portata di tutti, certo oggi c’è karate e karate, il tutto dipende dalla fonte in di dove ci abbevera ma, andiamo per ordine. È indubbio innegabile e ampiamente documentato i benefici che apporta al comportamento nei bambini che approcciano a tale pratica, in primis le regole fondamentali che si praticano in un dojo che si rispetti. Il saluto quando si entra in sala, all’inizio della lezione, al Maestro e al compagno ogni qual volta si provano tecniche insieme. Cerimoniale che ai più può sembrare strano e obsoleto, ma a ben vedere affonda le sue radici nella nostra passata cultura familiare. Il rispetto per gli abbienti familiari, per gli anziani, il vicinato ecc. oggi per i molteplici impegni lavorativi i genitori passano poco tempo con i propri figli e quel poco non sempre ci si impone nel far rispettare le regole, e la dove si cerca di farlo vengono vissute come imposizioni oppressive. Nel karate le regole sono dettate dall’abbiente e da persone terze chiamato maestro, che diventa il loro punto di riferimento. Per questa fascia di età il karate lo si può considerare una forma di condizionamento psicofisico per la crescita del bambino, che attraverso percorsi ginnico-tecnici li portano a acquisire movimenti multilaterali per la coordinazione, l’equilibrio, elasticità, velocità, potenza, determinazione, l’attenzione con netto miglioramento sulle prestazioni scolastiche, senza escludere la parte più importante. Il superamento delle paure, portandolo ad un alto livello di acquisizione del se.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Per i ragazzi e adulti. I primi l’avventura nel karate tradizionale è qual cosa di incredibile, che rende l’insicuro sicuro, lo spavaldo più mite e pronto ad aiutare il più debole. Il karate senza esclusioni, non quello sportivo che inevitabilmente definisce una graduatoria già all’interno del dojo tra il più bravo e il meno bravo rendendo quest’ultimo spavaldo e a volte arrogante nei confronti degli altri. Il karate tradizionale intesa come arte marziale mette tutti sullo stesso piano per una continua crescita del collettivo, dove l’obbiettivo è il raggiungimento di una propria sicurezza e autostima per affrontare la vita di tutti i giorni a testa alta. Per l’adulto il karate può essere un salva condotto per una più sana vita verso la vecchiaia si spera senza acciacchi. E questo è uno degli aspetti del karate in termini di “autodifesa”, difendi te stesso dalle malattie e dalla vecchiaia precoce con la sana pratica del karate olistico, nella sua forma aerobica. Tutto qui? No no tranquilli il karate a diversi approcci e come si diceva all’inizio dipende dalla scuola proponente. Il karate tradizionale se ben fatto, diventa una vera e propria difesa personale attraverso lo studio minuzioso e dettagliato dei kata “forma” quale strumento informativo tramandato dai grandi maestri del passato, che hanno elaborato schemi di lotta racchiudendoli in queste casseforti, accessibili solo se forniti della giusta combinazione. Questo avviene solo se ci si discosta dalle gare e dal contesto sportivo, con la rielaborazione dell’approccio didattico indirizzato alla difesa della persona!</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 May 2019 13:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'autodifesa che cos'è?]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs11lh1-5 ff1">E' il modo di rimediare alla fatalità o alla sfortuna che ci ha posto in una situazione che avremmo volentieri fatto a meno, ed evitato ad ogni costo. L'addestramento dovrebbe far fronte all'elemento sorpresa e dall'essere feriti prima di rendersi conto di quello che sta accadendo e prepararsi allo scontro. Il problema dell'addestramento è il superamento dello shock e la sorpresa per poter agire, vincendo l'inevitabile blocco. L'autodifesa è recupero. L'addestramento deve mirare a una reazione condizionata che non richiede riflessione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">L'essenza stessa dell'autodifesa è liberarsi dalla paralisi in cui si finisce, riuscendo ad assumere un atteggiamento aggressivo nel giro di pochi decimi di secondi!</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 12:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Nascita delle arti da combattimento ]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Spesso, molto spesso, dimentichiamo e non rispettiamo il mondo della tradizione, che inevitabilmente si presenta sempre a chiedere il conto con la sua esperienza e lungimiranza. Mi riferisco alle arti del combattimento alla loro nascita e al contesto in cui sono nate. Come spesso accade, mettere in relazione periodi storici non rientra nella nostra cultura di ricercatori e praticanti di tali arti, anche se queste al contrario degli sport in generale, incuriosiscono e mettono in relazioni culture diametralmente opposte.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Noi tutti (forse) sappiamo che tali arti sono nate in un periodo dove gli attuali mezzi di offesa e di difesa erano del tutto inimmaginabili, come le tecnologie informative, che fanno viaggiare notizie in tempo reale da una parte all’altra del modo. Nei periodi feudali e pre-industriali la notizia di un omicidio rimaneva circoscritto nell’ambiente in cui accadeva e non c’erano corpi di polizia che effettuasse indagine per scoprire il colpevole e spesso il colpevole veniva giustiziato da parenti o amici o avrebbe continuato a circolare tranquillamente. Infatti, Scotland Yard venne fondata nel 1829.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">La storia, quella più vicina a noi racconta, che molti killer omicida vivevano ed operavano in gruppi: “a volte bande di criminali a volte agenti dell’autorità. C’erano squadre di marinai che picchiavano e rapinavano cittadini per arruolarli nella marina britannica. I soldati della guerra dei Cento Anni, di quella dei Trent’anni e di gran parte dell’era napoleonica rastrellavano le campagne per rifornirsi, il che significava, rapinare, stuprare, e uccidere per procurarsi qualunque cosa volessero o fosse loro necessaria. La cittadinanza, per lo più disarmata, non aveva un’autorità superiore a cui ricorrere”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">È in questo ambito che sono nate le arti da combattimento, come risposta a un’iniziale comprensione della violenza, che spesso ci sfugge pur leggendo e rileggendo testi storici sull’era feudale delle isole Ryukyu. Un concetto che spesso non cogliamo senza la dovuta esperienza per comprenderlo e valutarlo.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 14:02:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La miglior difesa è l'attacco?]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco Persico]]></author>
			<category domain="http://www.uisport2000.it/blog/index.php?category=Arti_marziali"><![CDATA[Arti marziali]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs11lh1-5 ff1">E sarà sicuramente vero, ma per attaccare bisogna avere le armi giuste e saperle usare. Quasi tutti parlano e si soffermano sugli aspetti della difesa (tecniche di parata) per la salva guardia della persona e quasi nessuno sul principio del primo attacco come tecnica di prevenzione, che sovente se ben utilizzata mette subito fuori combattimento (to-dome o colpo unico del karate tanto deriso dai più) il presunto aggressore.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Oggi voglio parlarvi del buon metodo tradizionale del karate per allenare le tecniche di attacco più efficienti alla bisogna. Lo so quello che ti sta passando per la testa mentre leggi: il karate non è adatto è superato e obsoleto e fuori moda, ma come spesso accade se analizziamo i vari metodi di allenamento, si scopre che quello tradizionale del karate è ancora il più valido, se si sanno usare i giusti meccanismi del nostro corpo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Tutto l'allenamento che il nostro karate fa è la continua ricerca del potenziamento delle tecniche di braccia e gambe, sfruttando al massimo le spinte cinetiche delle articolazioni piede anca per generare massima potenza nel più breve tempo possibile, certamente non solo a vuoto, come malignamente starai pensando.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Ogni nostro allenamento è finalizzato al buon utilizzo degli attacchi, e come andare al tiro al bersaglio. Hai mai visto qualcuno che si compra una pistola e non saperla usare perché non sa sparare o spara male perché non allenato?</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Sempre più sport da combattimento a contatto si stanno rivolgendo a esperti di karate, per migliorare la loro tecnica.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 ff1">Pensaci un attimo... un motivo ci sarà!</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 13:57:00 GMT</pubDate>
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