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Area Arti Marziali > Karate
Gaetano Meli
"Karate" una parola che è sulla bocca di molte persona ma che non ne capiscono il vero senso e significato. Molte volte vedo persone che appena udiscono la parola "karate" incomicniano a fare strani suoni come il classico " Watà " e nella mia testa cresce una sorta di rabbia, perchè sono "ignoranti" e quando uno lo è , è meglio che tace al posto di dire stupidagini. Persino sento dire da miei coetanei che il karate è uno sport da checche ( mi scusi ma lo dovevo dire ). Con questa affermazioni sbagliano 2 volte, poichè : prima di tutto non è uno sport ma bensì una disciplina e poi non è da checche, casomai le checche saranno loro che parlano a vanvera.
Da quand ero piccolo, che volevo incominciare il karate, avevo un pensiero tutto mio su quest' ultimo. Sapevo che nascondeva qualcosa di affascinante e stupefacente, tanto che da tempo ho un' idea ben chiara del karate. Il karate non è solo sul tatami ma è sempre è il cosidetto " Quì e ora ", lo è nella vita di tutti i giorni. Oltre ad essere una disciplina è anche una filosofia, che sto imparando a conoscere pian piano. Ma soprattutto grazie a quest' ultimo non sto soltanto imparando a difendermi ma anche a modificare le mie caratteristiche morali. Insomma, per dirla breve, il karate è il KARATE e nessuno, se non chi lo pratica, lo potrà mai capire.
Fabio Castiglione
Certe volte le scelte che facciamo, anche quelle che ci sembrano più semplici, possono cambiare la nostra vita per sempre. Per quanto mi riguarda, ero poco più di un ragazzino quando per la prima volta in vita mia prendevo una decisione contravvenendo a quanto mi era stato consigliato dai miei genitori. Un pomeriggio di settembre di dieci anni fa, infatti, decisi che avrei sperimentato che cosa significasse praticare il Karate, approcciando a questa fantastica disciplina con ancora negli occhi tutte le immagini dei film a tema che dipingevano le arti marziali come qualcosa di eccezionale, mistico e misterioso. Per farla breve, morivo dalla voglia di andare a vedere con i miei occhi. Appena iniziai a praticare con Sensei Francesco Persico, mi resi conto che tutte le mie aspettative riguardo la misticità, la spiritualità e il fascino della disciplina erano oltre ciò che realmente ero in grado di comprendere e me ne scoprii affamato.
Ma che cos'è il Karate? Come piccolo esperimento ho provato a mettere nero su bianco una serie di aggettivi che potessero definire in maniera precisa e pedissequa questa disciplina: molti sono quelli che ritengo possano descrivere parti essenziali dell'arte (Equilibrio, Pace, Rispetto, Forza, Memoria), ma quello che ritengo essere il più interessante è Controllo. Gichin Funakoshi, il padre del Karate come noi lo conosciamo, definiva come uno dei venti precetti del Karate la massima: "Conosci dapprima te stesso, poi conosci gli altri". Ecco, cosa vuol intendere questa frase se non il concetto di controllo? Praticare l'arte significa imparare a conoscere se stessi oltre ogni minimo aspetto, ogni potenzialità, ogni debolezza e ogni limite. Solo dopo aver acquisito la padronanza su noi stessi potremo aspirare ad affrontare - nel bene o nel male - la nostra vita.
Lo scopo del Karate è proprio quello di apprendere un livello di appartenenza a se stessi più profonda di quanto non abbiamo mai avuto e, riguardo ai limiti, l'allenamento ci permette di identificarli, scomporli e superarli. Sensei Hiroshi Shirai diceva: "Perdi l'equilibrio, per non perderlo più", imparare dai nostri errori per non commetterne è l'essenza stessa della pratica. Conoscere noi stessi significa avere il pieno controllo su noi stessi, una padronanza tale del nostro corpo e della nostra mente che nulla ci è impossibile o precluso e ogni limite può essere superato perché insito solo nella nostra mente.
Questa, però, non è una cosa facile da riuscire ad ottenere o a risolvere nelle poche ore che trascorriamo all'interno del nostro dojo. Non è come andare in palestra o fare un corso di ginnastica, tanto per intenderci. L'arte del Karate va appresa giorno per giorno e va traslata nella vita di tutti i giorni, in modo da trasformare la nostra vita, le nostre relazioni e tutto ciò che comporta nel nostro dojo. Riportando le parole di Sensei Funakoshi: "finché sei in vita c'è sempre da imparare" e questa massima non è mai stata tanto vera come nell'apprendimento del Karate.
Oggi guardo indietro e osservo le conseguenze della scelta che ho compiuto molti anni fa: il mio modo di vedere la vita, di approcciarvi, di apprezzarla e di averne rispetto sono mutati ad una consapevolezza superiore. La mia voglia di crescita interiore in parte ne è stata appagata e in gran parte è stata stimolata a cercare sempre nuove vie di progresso. Soprattutto, mi rendo conto che l'arte del Karate-do mi ha aiutato a superare i momenti bui della mia vita e ad apprezzare esponenzialmente ciò che di bello la vita ogni giorno mi regala.
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