KARATE ADULTI

Il KARATE OKU-DEN è un sistema di difesa personale e di lotta corpo a corpo basato su livelli di autodifesa. Un condensato di tecniche per l’autodifesa contro “atti abituali di violenza”.

E’ un metodo di difesa personale adatto a chiunque, di qualunque età e di qualsiasi costituzione fisica. Sono tecniche di lotta efficaci, nascoste in forme (kata) da praticare anche in assenza di partner, che si apprendono in un tempo minimo e questo le rende pratiche, flessibili e realmente attuabili anche in contesto urbano.

Il metodo prevede l’addestramento ad affrontare situazioni reali di pericolo, attuando nell’immediato la giusta risposta difensiva ed efficace per aprirsi una via di fuga o una posizione di vantaggio sull’avversario.

Il Karate oku-den non è stato studiato per le gare né per lo scontro tra marzialisti. Infatti prevede un’attività fisica considerevole ma tuttavia non è propriamente uno sport: il Karate oku-den “da difesa” non prevede gare né campionati e non ci sono regole sportive.

KARATE RAGAZZI 8/12 anni

Essere vittima di bullismo, spesso è causato da un atteggiamento insicuro, che mette nelle condizioni di essere adocchiati e continuamente molestati. Avere un atteggiamento da vittima è quasi sempre causato da una mancanza di autostima e sicurezza nei propri mezzi. Molto spesso anche una banale capovolta, un salto, arrampicarsi, possono essere ostacoli insormontabili: “non ce la faccio”, “è impossibile”, “non ci riesco”.

Il nostro percorso non prevede il solo ed esclusivo momento di studio della tecnica di parata e attacco, ma il confronto con se stessi, con tutta una serie di attività trasversali che mettono nella condizione di affrontare le proprie paure e superarle, alimentando così l’autostima e la sicurezza nei propri mezzi.

Molti ragazzi di fronte a piccole sfide come il saltare, fare una capovolta, girare su se stessi, fare dei piegamenti sulle braccia o sulle gambe, si arrendono prima ancora di provarci. Se queste paure e stati di ansia non vengono superati, diventa difficile propinargli tecniche di difesa e offesa per confrontarsi con altri.

Questo non vuol dire che i ragazzi non affronteranno l’aspetto sportivo, senz’altro formativo, ma senza spingere troppo sul confronto agonistico.

KARATE BAMBINI 5/7 ANNI

Con il nostro KARATE che contributo e supporto possiamo dare ai bambini che ci vengono affidati?

Sicuramente alcune regole di base, che come semi piantati nel lungo periodo danno i propri frutti: chiedere il permesso al maestro o alla cintura più anziana, prima di entrare e uscire dal tatami con annesso saluto; rispettare l’ordine gerarchico delle cinture quando si fa il saluto, se in ginocchio si aspetta il compagno sulla propria destra prima di mettersi in ginocchio; rispettare la fila ed attendere il proprio turno; saluto al compagno quando si pratica a coppie ecc.

Detto ciò, il nostro fare KARATE è mettere nelle condizioni il bambino di confrontarsi con le difficoltà che potrebbe incontrare in un ambiente aperto. Non prima di averlo messo nelle condizioni di apprendere alcuni rudimenti del karate, che avviene nei primi quindici minuti della seduta. Questo perché il bambino non è ancora stanco dalle attività ludiche che gli verranno proposte.

Attività che creano le condizioni in cui si possa rotolare, correre, saltare, arrampicarsi, strisciare, lottare, lanciare ecc., in un ambiente sicuro e alla sua portata, incoraggiandolo a provare, con il nostro supporto, anche a sperimentare nuove esperienze. Attraverso l’acquisizione del sapere può scoprire i propri limiti, diventare consapevole che non tutto è permesso, non tutto si può fare e che il limite è un valore che va ricercato e superato.

Il nostro è un supporto al percorso scolastico, facciamo conoscere al bambino la destra e la sinistra, la differenza tra in alto e in basso, avanti e indietro. Tipico esempio di quello che accade a scuola quando l’insegnante spiega, scrivendo da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso e stando sul rigo, cosa che molto spesso mette in seria difficoltà il bambino che non ha queste nozioni di base e quindi rinuncia, ed altrettanto spesso si finisce per accusarlo di svogliatezza senza capire il suo disagio.

Infine non dimentichiamo la nostra capacità di intervenire in quelle patologie di tipo iperattivo (il bambino frenetico che non sta mai fermo e attento) e di tipo isocinetico (il bambino che sta sempre seduto ed è spesso in sovrappeso o obeso).