IL PRINCIPIO DEL CHOKU ZUKI

 

A proposito di karate tradizionale. Parliamo del coku zuki (pugno). Purtroppo, con mio grosso rammarico devo constatare che la dinamica di come si tira il pugno del karate è andata via via persa. Nelle varie dimostrazioni, filmati e gara di qualunque livello (tranne in qualche rara eccezione) si assiste all’esecuzione di pessimi seiken zuki, sia esso oi zuki o gyaku zuki.

Molto probabilmente si è persa completamente di vista la dinamica che prepara la tecnica finale che è composta di ben tre distinti momenti e sono: ura, tate e seiken. Forse non sono a conoscenza che il pugno di karate si avvale della dinamica rotativa del polso in fase di impatto della tecnica (vedi super karate volume 2 – fondamentali), al fine di non perdere in velocita e potenza, facendo partire il braccio dalla spinta rotativa del bacino e tenendo ben in mente che l’estensione del braccio è solo la parte finale di un movimento che parte dall’anca.

Vedo moltissimi karateka che eseguono il pugno iniziando la rotazione del polso ancor prima che il pugno lasci il contatto con il fianco, inficiando il movimento e pregiudicando la velocità e la potenza che ne deriva dal movimento rotatorio del polso, con la conseguenza che il gomito si allontana dal proprio fianco eseguendo una traiettoria circolare e non più diretta.

Questo fa sì che si perdono le dinamiche originale tanto care al karate tradizionale e ai Maestri Yoshitaka e kase, eludendo il principio del ko waza. Chu waza e o waza (corto, medio e lungo) dove corto – ura zuki – sta per colpo a distanza ravvicinata, medio – tate zuki – a media distanza e lungo – oi zuki – per la lunga distanza.

Come si fa ad evitare questo errore e porre le basi per un buon chozu zuki? Allenandolo prima in posizione naturale l’ura zuki, ponendo l’enfasi sul tenere il gomito vicino al fianco e spingendo in avanti in appoggio all’interno dell’anca. Successivamente si passa al tete zuki, ponendo massima attenzione a non estendere completamente il gomito e tenendolo verso il basso. Solo alla fine, dopo aver appreso bene le basi dei primi due si può passare alla fase finale estendendo completamente il gomito ed eseguendo choku zuki. In posizione naturale i pugni al fianco eseguire con un braccio in successione ura zuki, tate zuki e chozuki e ripetere con lo stesso braccio. Solo dopo aver appreso bene le dinamiche del movimento possiamo passare alla fase successiva, effettuando direttamente choku zuki, Alla fine di questo percorso, ci si può allenare al bersaglio (tipo colpitore) e successivamente eseguirlo assumendo la posizione di zenkuzu dachi.

Fatto ciò, provare ad effettuare tutto il movimento appoggiando il vostro pugno ad un bersaglio, che può essere un sacco, con il pugno posto in forma ura provare ad estendere il braccio per arrivare al chuzuki o seikn zuki, tenedo ben presente il movimento rotatorio del polso che ruota quasi alla fine dell’estensione, e solo dopo essere passato per il tate zuki e assaggiate la forza dirompente che sprigiona.

A breve un tutorial. Buon karate a tutti.

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