Karate-do: la nostra visione

Tutti coloro che si avvicinano con riluttanza al karate devono trovare qualcosa che li coinvolga e li entusiasmi, un qualcosa che soddisfi i loro obiettivi di formazione e fornisca le competenze e le esperienze che desiderano. Per me questa è l’arte tradizionale del karate. È il karate che mi affascina e che mi ha preparato, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, allenandomi duramente a progredire in quello che faccio.

Il nostro KARATE OKU-DEN è guidato da un obiettivo

I praticanti sanno per cosa si stanno allenando. Sanno cosa serve per affrontare e vincere in uno scontro di autodifesa. Il nostro allenamento si focalizza su questo. Purtroppo la maggior parte delle artisti marziali tradizionali sono confuse riguardo ai loro obiettivi di allenamento. Usano i termini “sport”, “arti marziali”, “combattimento” e “autodifesa” come se fossero facilmente intercambiabili; mentre in realtà rappresentano cose molto diverse. L’esempio più comune di questa confusione è che l’arte e la cultura vengono confuse con l’autodifesa praticata.

Il nostro karate oku-den non è così confuso come tende ad esserlo il karate in generale. Ci alleniamo per essere pronti agli imprevisti e fronteggiare le aggressioni a mani nude e con armi. Poiché abbiamo un obbiettivo chiaro la formazione è finalizzata, così si ottengono buoni risultati. Noi sappiamo perché ci stiamo allenando senza che il tutto venga ammassato senza una sua logica, i nostri praticanti sanno quali metodi di allenamento svilupperanno e quali principi, in modo che i vari elementi (kihon-kata-kumite) saranno sviluppati per essere sempre più efficaci. I nostri karateka tendono ad evitare ogni confusione e sono più concentrati sul loro allenamento. Sanno come isolare le abilità e come allenarsi per svilupparle.

I nostri praticanti di karate oku-den sono più focalizzati sull’obiettivo e guidati da esso, rispetto alle loro controparti tradizionali di arti marziali. Questo non vuol dire che il karate oku-den sia meglio delle altre arti marziali tradizionali, sto semplicemente indicando il principio che lo muove.

Il KARATE OKU-DEN mette alla prova tutto!

I praticanti di KARATE OKU-DEN mettono alla prova tutto ciò che fanno. Tutti coloro che si avvicinano al nostro karate sperimentano da subito il karate applicato dal vivo. Attraverso il confronto reale, il praticante di oku-den vive l’esperienza . Sanno cosa funziona e cosa no. Ancora più importante, sanno che quello che funziona, funziona! Ottenendo così che le tecniche a livello concettuale e i sani principi combattivi vengono radicati nel profondo.
Non ci avvaliamo di metodi obsoleti, ma ci concentriamo invece su ciò che è noto per funzionare bene nel qui e ora!

Da noi non si vedrà mai qualcosa che assomiglia a un ippon kumite. La ragione per cui non lo facciamo e perché il nostro ideale di allenamento e quello di permettere al nostro partner (che idealmente non è un karateka) di fare quello che desidera: attaccando di braccia, di gambe, afferrare, strangolare ecc. come in un vero combattimento. Nella nostra realtà dobbiamo metterci alla prova in questo senso.

I test aiutano a riportare in superficie tutto il prezioso materiale tecnico contenuto nei kata, motivo per il quale forse sono tanto misteriosi e molte volte poco capiti. I nostri test avvengono applicando e mettendo in pratica il combattimento a distanza ravvicinata anche nella sua caoticità, applicando i principi e i movimenti dei kata. I nostri test sono orientati sempre a porre fine allo scontro, dandosi alla fuga se necessario. Anche se qualcuno porà sostenere che tale atteggiamento è poco marziale, bisogna rendersi conto che il rischio di essere ripetutamente pugnalato, preso a calci e picchiato dai chi può affiancare un aggressore, ci mette in una posizione molto vulnerabile, cosa della quale bisogna tenere conto nella realtà.

Il nostro test è sempre pertinente all’obiettivo. Se ci stiamo allenando per l’autodifesa, allora dobbiamo vivere test anche con armi fac-simile, nemici multipli, con l’obiettivo non di ingaggiare una lotta all’ultimo sangue, ma di risolvere una situazione pericolosa per poi allontanarci rapidamente per mettere in salvo la nostra vita o quella di chi ci è accanto. I praticanti di oku-den mettono alla prova ciò che fanno con un allenamento orientato principalmente all’efficacia.

L’importanza del condizionamento fisico

Dal punto di vista pratico sono importanti lo stile di vita e l’essere in forma. Ma non è necessario allenarsi a tempo pieno come atleti di alto livello. Cionondiméno, anche se si è praticanti per scopi ricreativi si deve comprendere l’importanza di essere in buone condizioni fisiche. L’allenamento riflette questo: una solida forma fisica per prepararsi ai rigori del conflitto qualora avvenisse. Come per gli edifici, senza solide fondamenta è impossibile costruire in altezza. Allora è da preferire una maggiore decisione, maggiore grinta e aggressività in allenamento, cercando di superare tratti caratteriali di timidezza o timore dell’altro che sono meno desiderabili nei contesti applicativi con i quali ci troviamo a che fare. Alla fine non è cosa facciamo, ma come lo facciamo che conta.

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