Perché il Karate?

Forse basterebbe dire che il Karate è una finestra su un mondo vasto e incredibile, anche se non facile da comprendere, ma i suoi notevoli e duraturi benefici sono alla portata di tutti. C’è da dire che oggi esistono differenti tipologie di karate che dipendono molto dalla fonte da dove ci si abbevera (i differenti Sensei, ndr.), ma andiamo con ordine. Innegabili e ampiamente documentati sono, prima di tutto, i benefici che il Karate apporta al comportamento nei bambini.

Prima di tutto nell’apprendimento di regole fondamentali di comportamento e disciplina, che ogni dojo che si rispetti deve avere. Dal saluto rituale (Rei, ndr) quando si entra in sala all’inizio della lezione, al Maestro e al compagno ogni qual volta si provano tecniche insieme, questo cerimoniale che ai più può sembrare strano e obsoleto, curiosamente affonda le sue radici nella nostra passata cultura familiare, segnatamente nella cultura del rispetto per gli ambienti familiari, per gli anziani, il vicinato ecc. Oggi a causa di sempre più pressanti impegni lavorativi, i genitori passano poco tempo con i propri figli e in quel lasso di tempo spesso risicato non sempre ci si impone nel far rispettare le regole, e là dove si cerca di farlo vengono vissute da entrambe le parti come imposizioni oppressive. Il Karate viene in aiuto alle famiglie proprio nella definizione di questo asset di regole, che sono dettate dall’ambiente e da un soggetto terzo chiamato Maestro, che diventa punto di riferimento nel dojo.

Per i bambini e i ragazzi il karate può essere considerato come forma di condizionamento psicofisico per la crescita, realizzato attraverso percorsi ginnico-tecnici che li portano ad acquisire movimenti multilaterali per la coordinazione, l’equilibrio, l’elasticità, la velocità, la potenza, la determinazione, l’attenzione con netto riscontro sulle prestazioni scolastiche. Senza contare la parte più importante, ossia il superamento delle paure dei singoli, grazie ad un più alto livello di acquisizione del sé. Per i ragazzi il Karate tradizionale è un’avventura incredibile, che rende l’insicuro più sicuro, lo spavaldo più mite e pronto ad aiutare il più debole.

Il Karate tradizionale (non quello sportivo che inevitabilmente definisce una graduatoria già all’interno del dojo tra il più bravo e il meno bravo rendendo quest’ultimo spavaldo e a volte arrogante nei confronti degli altri) inteso come arte marziale mette tutti sullo stesso piano per una continua crescita del collettivo, dove l’obbiettivo è il raggiungimento di una sicurezza personale e un buon grado di autostima per affrontare la vita di tutti i giorni a testa alta. Per l’adulto il karate può essere un salvacondotto per una vita più sana verso una vecchiaia priva di acciacchi. E questo è uno degli aspetti principali dell’autodifesa: difendi te stesso, non solo da un aggressore, ma anche da malattie e dalla vecchiaia precoce con la sana pratica del karate olistico, nella sua forma aerobica. Tutto qui? Non proprio.

Il karate ha diversi approcci che dipendono, come detto, dalla scuola e dal Maestro al quale si fa riferimento. Il Karate tradizionale, se ben fatto diventa un vero e proprio strumento di difesa personale attraverso lo studio minuzioso e dettagliato dei Kata (forme, ndr) quale strumento informativo tramandato dai grandi Maestri del passato, che hanno elaborato schemi di lotta racchiudendoli in queste casseforti, accessibili solo se forniti della giusta combinazione. Questo avviene solo se ci si discosta dalle gare e dal contesto sportivo, con la rielaborazione dell’approccio didattico indirizzato alla difesa della persona.

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