La pratica

Il perfezionamento e il raffinamento nell’esecuzione delle tecniche di karate non avviene dall’oggi al domani. Per diventare bravi, infatti, ci vuole il tempo che ci vuole di allenamento e di dedizione.

In molti sport o attività del tempo libero, i praticanti riescono fin dalle prime lezioni ad eseguire le tecniche più elementari. Nel Karate invece, proprio a causa della sua complessità, sono necessari lunghi periodi di allenamento prima di riuscire a vedere i primi risultati.

Forse è proprio questa la ragione dell’alta percentuale di praticanti che abbandonano il karate durante i primi periodi di allenamento. Tutti questi praticanti che cercavano dei rapidi miglioramenti restano disillusi e abbandonano. Ecco in parte spiegati l’impegno, la dedizione e la lealtà di quei praticanti di karate che sono stati capaci di sostenere il rigore fisico e psichico di molti anni di allenamento avendo come fine il raggiungimento del livello di preparazione da loro desiderato.

Nei primi periodi l’apprendimento delle tecniche di combattimento risulta relativamente semplice , in quanto non consiste che nello sviluppo e il consolidarsi delle abilità motorie. Una volta che queste abilità si sono sviluppate a livelli molto alti, la loro attinenza ed applicazione diventano molto importanti e, a questo punto dell’allenamento, avviene un salto di qualità in quanto si passa dalla semplice conoscenza degli atti motori fondamentali ed una profonda comprensione delle loro funzioni, del loro significato e del loro miglioramento. Sebbene l’aspetto fisico dell’allenamento rimanga di fondamentale importanza, è questo il momento di porre una maggiore enfasi sull’aspetto filosofico sull’individuo che pratica karate, sulla sua auto-valutazione, nonché sul suo coinvolgimento nell’intera struttura che costituisce il suo bagaglio tecnico, nonché il suo stile.

E’ solo una volta arrivati a questo punto che molti praticanti cominciano a comprendere il vero significato di quello che praticano. Il vero praticante di karate è colui che è riuscito a percepire che, sebbene l’allenamento dal punto di vista fisico, mentale e tecnico ricopra una grande importanza, l’elemento essenziale in cui l’allenamento trova il suo vero significato è la completa conoscenza e comprensione delle tecniche. Ciò significa, in pratica, che nonostante le facoltà mentali e fisiche del praticante diminuiscono con l’età, la sua maggior consapevolezza e percezione delle tecniche acquisite nel tempo, gli permettono di continuare a migliorare le prestazioni ed il livello di conoscenza, fin tanto che continuerà la pratica del karate.

E’ un dato di fatto che i praticanti di karate continuano a migliorare durante tutta la loro vita, e questo fatto pone il karate al di sopra di molti, se non di tutti, gli sport e le attività a tempo libero.

Non esiste altra disciplina o sport che offra un’attività fisica divertente, e che potenzia le principali abilità fisiche dei più giovani accrescendone allo stesso tempo la loro personalità ed il loro carattere.

La pratica del karate, perciò risulta indicata sia durante l’adolescenza e la maturità. Il karate è per tutti, per chi desidera ricercare la propria strada nella competizione, per chi persegue il miglioramento personale attraverso il passaggio di cintura, e per chi apprezza invece la disciplina e l’estetica dei kata o del kihon.

Tutti infatti possono trovare soddisfazione nella pritica di questa disciplina/sport, indipendentemente dall’età, dal livello o dall’impegno dedicato. Quale altro sport o attività fisica pùò accompagnare i propri praticanti dalla più tenera età fino all’età più avanzata? Tutti i praticanti di karate hanno il dovere di far conoscere e promuovere questo aspetto esclusivo.

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