Come gestire la paura in uno scontro fisico

Dopo una bella discussione avuta col Maestro F. Persico questo sabato mattina affrontando la tematica legata alla paura in genere ed ai vari tipi di reazione cui essa ti porta a fare, ho provato ad approfondire ulteriormente il discorso facendo una ricerca sul web, che in questo caso ci aiuta meglio a capire.

Molte sono state le cose che già ho sentito dire durante le ore di lezione in palestra per cui, ho deciso di trascriverle e memorizzarle in modo tale da cercare nei limiti del possibile di fare in modo che restino ben impresse nella memoria.

Gestire la paura

Le fasi della progressione del pericolo di una aggressione prima verbale poi fisica rappresentano un peso stressante fuori dal comune.  Per imparare a difendersi è sicuramente importante apprendere un sistema di difesa adeguato, ma questo non è sufficiente se non si è consci del fatto che una situazione tale è caratterizzata da fenomeni concomitanti.  

Nel momento in cui viene percepita una minaccia, vengono prodotti degli ormoni, i quali poi causano reazioni fisiche e psichiche nel nostro corpo che non possiamo evitare. Per ottenere un buon risultato, vale a dire, per cavarsela con il minimo danno fisico ed economico da una tale situazione che ci è stata imposta, è importante per sapere quello che accade nel nostro corpo e il modo secondo cui dobbiamo gestire queste reazioni. Attraverso gli organi sensoriali percepite gli impulsi che vi stressano. Questo fa in modo che la ghiandola surrenale liberi adrenalina e noradrenalina. In seguito, l’impulso viene trasmesso attraverso il talamo al cervello e ai connettori degli ormoni del cervello, che a loro volta danno l’impulso e liberano gli ormoni dello stress (cortisolo, corticosterone, cortisone).  Attraverso la circolazione sanguigna questi poi raggiungono tutti gli organi. Tutto ciò ha il compito di preparare il corpo all’azione, per fuggire o combattere.

Questa è una vera e propria sindrome i quali effetti si riscontrano con :
– Bocca secca
– Schiarirsi la voce
– Stringere le labbra
– Sbadigliare
– Voce tesa
– Occhi sbarrati
– Movimenti improvvisi degli occhi
– Pelle d’oca
– Sudore freddo dovuto alla paura
– Ginocchia tremanti
– Portare il busto in posizione frontale per attaccare o girare il busto per fuggire
– Sorridere dalla paura
– Battere i denti
– Paura paralizzante
– Aumento della rigidità muscolare

A tutto ciò che è nuovo, il nostro cervello reagisce, per riflesso, con la decisione: fuggire o combattere (flee or fight). Il più delle volte è fuggire… Questo vale anche per le situazioni che il vostro cervello ritiene pericolose senza che lo siano veramente. La paura può causare la fuga ma anche l’attacco. Mostrare sicurezza e coraggio usando bene il corpo (i malintenzionati cercano persone impaurite perché come tali non saranno in grado di reagire. Sanno leggere nel linguaggio non verbale l’atteggiamento nervoso, i movimenti, gli sguardi furtivi, smarriti, la voce tremante).

Quindi:
-Respirazione Diaframmatica (Inspiro serenità /Coraggio -Espiro Tensione/Paura)
-Portamento (da vincente): Bene Eretta, Spalle allargate, Avanti l’ombellico , Piedi a distanza delle spalle, Gambe ben radicate
-Sguardo Fiero (Chi ha paura tende ad abbassare lo sguardo. Lo sguardo non va abbassato ne fisso, ma spostato lateralmente)
-Espressione delViso (Attenta ma non accigliata)
-Sorriso sereno (Chi sorride davanti alle minacce segnala sicurezza)
-Tono di Voce (Pacato, Tranquillo, Scandendo bene le parole)
-Potere delle Parole (Sempre in positivo, mai in negativo) Ad ogni parola, nel nostro cervello, corrisponde un’immagine e la mente NON legge le negazioni (Esempio… Non ho Paura … La mente visualizza proprio la Paura! )
-Mantenere la Distanza di sicurezza (Nei limiti del possibile)
-Imparare a vigilare (I malviventi cercano persone distratte, immerse nei loro pensieri, nelle loro emozioni, al telefonino…. ) Identificare quanto prima un possibile pericolo usando tutti i sensi prima che diventi reale. Drizzare le antenne cogliendo ogni particolare ma nel contempo rimanere tranquilli e rilassati, anche se non’è semplice perché chi aggredisce è psicologicamente in vantaggio in quanto è sicuro di avere la meglio, l’effetto sorpresa dalla sua parte ed una “Motivazione Valida”.

Livelli di attenzione cromatici

A tal proposito ricordiamo la famosa tabella della “Scala dei Colori” che ci può aiutare a focalizzare meglio i vari livelli di attenzione:

-CODICE BIANCO: (Rilassato)
In questa fase siamo disattenti ed impreparati a quello che succede intorno. Se capita un’aggressione non siamo in grado di reagire (Es. siamo al cellulare per strada e non ci accorgiamo di chi ci sta seguendo)

-CODICE GIALLO: (Attenzione ma rilassati)
In questa fase siamo vigili e pronti a qualsiasi cosa succeda. Non siamo in pericolo ma se capita un’aggressione sappiamo come reagire e magari prevedere le mosse dell’avversario. E’ la situazione in cui ci dovremmo trovare sempre! (Es. Ci passa vicino una persona e lo abbiamo notato e comunicato non verbalmente che l’abbiamo notato. Nel caso in cui sia un aggressore abituale, cambierà preda perché difficile da sorprendere.

-CODICE ARANCIO: (Allarme)
In questa fase ci sono tutte le premesse per una situazione che potrebbe diventare pericolosa.

-CODICE ROSSO: (Pericolo mortale)
In questa fase non si può far altro che combattere o scappare per salvarsi.

Una cosa importante da dire è che il nostro cervello non’è in grado di passare velocemente dalla situazione di Codice Bianco a quella di Codice Rosso, perché in questo caso è impreparato per cui l’adrenalina paralizzerà i nostri movimenti o li rallenterà diventando una facile preda. Per cui la cosa migliore è “Non farsi mai Sorprendere”.

Massimo Falomo

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